Che cosa è il Lucca Tango Festival?

Che cosa è un Festival?

Quasi tre anni fa è nata questa idea un po’ folle e incosciente di organizzare un festival di Tango a Lucca. Un po’ folle perché prima di tutto era ed è un momento non facile nel panorama del tango italiano dove molti festival sono apparsi e e scomparsi nel giro di pochi anni, molti si sono ristretti fino a diventare semplici weekend di Tango con una coppia di artisti, altri si sono trasformati in maratone, mentre solo pochi resistono e prosperano ancora. Continua a leggere

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Tango e Palcoscenico

In tempi di campionati mondiali di Tango e guardando i video che arrivano da Buenos Aires in questi giorni, mi è venuto spontaneo fare alcune riflessioni che mi piace condividere qui per sentire cosa ne pensano sia coloro che conoscono questo mondo, sia coloro che ne sono totalmente alieni. Anzi, spesso chi viene messo di fronte ad un fenomeno per la prima volta è in grado di notare aspetti nuovi che gli altri, gli esperti, non vedono già più per consuetudine.
Piccolo cappello introduttivo per i non addetti ai lavori: il campionato mondiale di Tango Argentino che si svolge ogni anno a Buenos Aires si divide in due categorie: Tango de Pista e Tango Escenario. Continua a leggere

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Amori diversi

“Sono la persona più innamorata del mondo”, “Nessuno ti amerà mai come ti amo io”. Ecco due frasi che esprimono una sensazione mai verificabile e perciò mai vera, che gli innamorati spesso si sussurrano l’uno all’altro. È una di quelle cose che si dicono pur sapendo che non hanno alcun fondamento certo di verità, se non altro perché l’amore non è misurabile, ma che ci fanno star meglio quando le pensiamo, perché conferiscono al nostro amore il carattere dell’unicità. Continua a leggere

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Guida alla bellezza

Si possono insegnare le emozioni?

Si può portare una persona ad emozionarsi di fronte ad un qualcosa che, senza una guida, non susciterebbe in lei il minimo interesse?
Se seguiamo il principio, difficilmente confutabile, della spontaneità e immediatezza degli stati emotivi legati a sollecitazioni estetiche (cioè quelle provenienti dai nostri sensi) dovremmo concludere con una risposta negativa.
Si può ordinare a qualcuno di amare Bach? Di commuoversi ascoltando la quinta sinfonia di Mahler o di incantarsi estasiato di fronte alla Venere del Botticelli? Ovviamente no.
Eppure, da quando insegno nelle scuole superiori ho una posizione diversa in merito. Continua a leggere

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L’indifendibile leggerezza del Tango (delle origini)

Il Tango Don Juan

Per spiegare il tipo di evoluzione della musica del Tango dalle sue origini, cioè dal 1880 circa, alla sua cosiddetta Epoca d’Oro, che coincide pressappoco con gli anni ’40 del Novecento, mi è sembrato utile seguire le vicende di una canzone in particolare: il Don Juan, una delle prime composizioni di Tango di cui si abbia notizia certa. Ascoltare le diverse interpretazioni che le varie orchestre hanno dato di questa partitura ci da la misura del cambiamento che la sensibilità e i gusti del pubblico hanno subito nel corso di quasi mezzo secolo e della varietà di stili, colori e umori che possono concentrarsi sotto la parola Tango. Continua a leggere

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Diario da Buenos Aires III

C’è anche un’ltra storia che le strade dell’Argentina raccontano, bisogna avere buona memoria oppure guardare in basso di tanto in tanto mentre si cammina nel centro di Buenos Aires. Ogni tanto a qualche incrocio, o aspettando ad un semaforo si possono vedere sul marciapiede delle placche con un’incisione che porta un testo del tipo:

“qui è stato sequestrato (nome e cognome),
poi detenuto e fatto sparire dal terrorismo di Stato.
Data del sequestro e firma:
I quartieri dell città per la MEMORIA e la GIUSTIZIA” Continua a leggere

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Diario da Buenos Aires II

Se un giorno di inverno…

Se un giorno d’inverno, per di più particolarmente freddo, guardi il calendario e quello dice “25 giugno”, allora ti rendi conto che ti trovi in un posto strano. Un posto strano per te, che non ti sei mai sognato di mettere in discussione l’associazione tra giugno e i primi bagni; tra giugno e la promozione; tra giugno e la libertà dai maglioncini alla sera e dalla scuola alla mattina; tra giugno e le fette d’anguria, i primi amori estivi e le zanzare. Per te che ci sei pure nato in giugno, anche se proprio alla fine, e tua madre ti raccontava sempre del caldo insopportabile che faceva quel giorno quando, alle 13.10, quindi con il sole allo zenit, decidesti, o chi per te, di fare capolino sul mondo. Continua a leggere

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Diario da Buenos Aires I

Usi e costumi

Quando vivevo in Gran Bretagna, fui chiamato, tramite la Essex University, dove insegnavo Lingua e Letteratura Italiana, da una azienda di Londra per svolgere un lavoro abbastanza curioso che fino a lì non sapevo nemmeno esistesse. Si trattava di offrire delle consulenze a famiglie di dirigenti aziendali che stavano per essere trasferiti in Italia per lavoro insieme alle loro famiglie. La cosa singolare è che non erano consulenze su temi economici o linguistici, bensì sulle usanze, le abitudini e le caratteristiche nazionali nella vita di tutti i giorni. Continua a leggere

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Criticare o capire

Aeroporto di Fiumicino un sabato di mezza estate, pomeriggio. Punto ristoro self service in attesa del volo che mi porterà dall’altra parte del mondo.
Con la vista su un anonimo piazzale aeroportuale consumo il tempo che mi separa dall’imbarco mangiando una pietanza senza personalità, mentre davanti ai miei occhi si svolge la seguente scena: un signore sulla cinquantina, solo, come me, si siede al tavolo di fronte con il suo vassoio. Lo posa, prende i piatti sistemandoli davanti a sé e si versa metà bicchiere di Coca Cola dalla bottiglietta. Si capisce che ha fame dalla cura, appena colorata da una lieve impazienza, con cui compie quei gesti preparatori.
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Dire tanto con poco

I testi di Homero Manzi

Il problema principale della comunicazione è che spesso si dice troppo. Tutti dicono tutto, tutti esprimono, tutti raccontano, descrivono, commentano, esternano, copia-incollano, “likeano”. In un momento storico in cui i mezzi di comunicazione aumentano giorno dopo giorno in modo esponenziale, tutti abbiamo sempre la parola, tutti abbiamo il microfono aperto, costantemente.
Non dico che questa estrema democratizzazione della comunicazione pubblica sia necessariamente un male. Sarebbe una contraddizione palese da parte mia asserirlo, io che ho aperto questo blog per dire delle cose. Rifletto solo sul fatto che, così come una camicia, al centesimo lavaggio, mostra segni di consunzione sul colletto, anche le parole, più vengono usate e più si consumano.
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