Dire tanto con poco

I testi di Homero Manzi

Il problema principale della comunicazione è che spesso si dice troppo. Tutti dicono tutto, tutti esprimono, tutti raccontano, descrivono, commentano, esternano, copia-incollano, “likeano”. In un momento storico in cui i mezzi di comunicazione aumentano giorno dopo giorno in modo esponenziale, tutti abbiamo sempre la parola, tutti abbiamo il microfono aperto, costantemente.
Non dico che questa estrema democratizzazione della comunicazione pubblica sia necessariamente un male. Sarebbe una contraddizione palese da parte mia asserirlo, io che ho aperto questo blog per dire delle cose. Rifletto solo sul fatto che, così come una camicia, al centesimo lavaggio, mostra segni di consunzione sul colletto, anche le parole, più vengono usate e più si consumano.
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Il coraggio di non significare

La bellezza del gesto astratto

Uscendo dal Teatro Studio Melato di Milano, in una sera finalmente primaverile, ho deciso che sarebbe valsa la pena riflettere su ciò che ho visto. E cercando le parole per cominciare questo articolo, la prima riflessione che mi viene spontaneo fare è che non so cosa ho visto. Nel senso che non so come chiamare quella cosa che mi ha tenuto lì dentro per quasi un’ora e mezza. Convenzionalmente si parlerebbe di uno spettacolo teatrale. Continua a leggere

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La prima volta in cui fui invitato a scrivere sul Tango

Qualche anno fa, quando vivevo a Londra, ho avuto l’onore di conoscere Edna O’Brien, la grande scrittrice irlandese autrice di molti romanzi di successo, tra i quali il famoso e scandaloso The Country Girls (in italiano Ragazze di campagna) con cui, negli anni ’60, scosse il puritanesimo della sua cattolicissima Irlanda.
Mi è anche successo, tramite una comune amica, di ballare un tango per lei nel giorno del suo ottantesimo compleanno e di vederla emozionata e commossa per quel regalo inaspettato.
Dopo quel giorno mi chiese di scrivere qualcosa per lei, Continua a leggere

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Idee di lettura

Durante lo scorso ponte dell’Immacolata avevo letto questi tre libri e mi ero appuntato su Facebook alcune riflessioni su di essi. Adesso che ho un contenitore più sistematico trasferisco qui ciò che scrissi a caldo in quei freddi giorni di dicembre.

Poter cominciare un libro e terminarlo il giorno dopo è un lusso che non sempre è possibile concedersi,
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