La radio e un libro: storia di un incontro

C’è in Italia una Radio tutta dedicata al tango. Molti di voi forse lo sapevano già, ma sono sicuro che altrettanti invece lo ignoravano. Vuoi perché sono Tangueros da poco, vuoi per i casi della vita.
Personalmente l’ho scoperta solo pochi mesi fa quando, chiuso in casa come tutti, e in astinenza da Tango come tanti, cercavo in rete tutto ciò che mi facesse sentire un po’ meno lontano da quel mondo.

È stata una piacevole scoperta: intanto, imbattersi in una stazione radio che durante le 24 ore di trasmissione non ha un solo secondo di pubblicità è già un unicum. In un mondo in cui l’adveritising ha colonizzato pressoché tutti gli spazi della nostra comunicazione, comprese le storie private di Instagram e i video di cani e gatti su YouTube, ascoltare un’emittente senza spot pubblicitari è come fuggire dall’inquinamento atmosferico e acustico della metropoli per una gita in aperta campagna, o in un bosco a mezza collina. Ti disintossica, ti rigenera. Spariscono i rumori, riappaiono i suoni, riemerge la natura.
Perché una radio di tango? Oggi che con le varie app e con una modica cifra mensile si può ascoltare a piacimento tutta la musica pubblicata nel mondo?
Per tre motivi, secondo me.
Uno, perché qui la modica cifra mensile non c’è.
Due, perché sintonizzandosi su una stazione Radio si affida a qualcun altro la scelta di ciò che si ascolterà. Come quando si va alla milonga. C’è l’effetto sorpresa che rende più facile abbandonarsi alle emozioni del momento. Non dobbiamo “guidare”, c’è qualcuno che lo fa per noi, con competenza e dedizione. Possiamo reclinare la testa all’indietro, magari socchiudere gli occhi e aprirci all’imprevedibilità del prossimo brano. Può succedere allora che ti sia riproposto quel tale pezzo che non ascoltavi da tempo, di cui ti eri perfino dimenticato l’esistenza. Oppure che arrivi una canzone che conoscevi, ma non avevi mai sentito nella versione di quell’orchestra, e via ascoltando.
Il terzo motivo è forse più personale e mi piacerebbe sapere quanti di voi lo condividono. Scegliere un’emittente radio o tv, non vuol dire solo sintonizzarsi con quel canale, ma anche in un certo senso con tutti coloro che lo stanno facendo con te allo stesso momento.
Io ancora oggi, quando c’è una serie che viene data a puntate in televisione, anche se scopro che potrei scaricare tutti gli episodi sul mio computer e guardarmeli quando voglio, aspetto il lunedì sera alle 21.30 per godermene uno alla volta alla tv. Perché mi dà più l’idea di seguirli “in diretta”, mentre tante altre persone li stanno vedendo insieme a me. È l’idea del rito collettivo, che ancora mi affascina.
Allora, quando alle 10 di sera o alle 5 di pomeriggio sto ascoltando Junto a tu Corazon di Di Sarli su Tango Pasion Radio, mi piace molto pensare che da qualche altra parte del mondo, in Brasile, in Norvegia o a Reggio Emilia, ci sia qualcuno che la sta sentendo con me. Mi dà un senso di comunità.

Poi c’è un motivo più, diciamo utile, per l’esistenza di una radio del genere. Molti allievi delle scuole di tango, quelli che valicano i confini del limbo dei principianti, a un certo punto si accorgono che ballare il tango argentino non è solo una questione di tecnica e di passi, ma che si tratta di “cantare” con le gambe e con il corpo il brano che sta suonando in quel momento, di diventare insomma un altro “strumento” dell’orchestra. A questa rivelazione segue di solito l’altra, che viene espressa subito dopo dagli allievi più svegli con una espressione facciale fra lo sgomento e l’emozione:
“Beh, ma allora….bisogna conoscere il brano che si sta ballando!!”
Già.
A quel punto i più volenterosi ti chiedono di suggerirgli un percorso di ascolto o di mandargli playlist con i brani e le orchestre più suonati nelle milonghe….et voilà: da quando la conosco, consiglio ai miei allievi di ascoltare Tango Pasion Radio, che fornisce un ottimo mezzo per familiarizzare con la musica delle varie orchestre e dei vari periodi, per farsi insomma una cultura sulla musica del tango e, conseguentemente, migliorare il proprio ballo.
Di ogni brano in onda, infatti, si può leggere sulla app dell’emittente il titolo, l’orchestra e l’anno di incisione. Le tandas da quattro canzoni sono composte in modo semplice e organizzato. Tre Tanghi e una Milonga finale oppure un Tango Vals. Breve stacco NON pubblicitario e poi si ricomincia.

Questa scoperta è diventata poi reciproca quando Tango Pasion Radio ha scoperto me. Cioè quando, saputo del mio libro sulla storia del tango e dell’emigrazione italiana in Argentina, mi ha proposto di farne una trasmissione radiofonica con lo stesso titolo: “La bellezza in un abbraccio”.
Una sfida che ho accettato con piacere e che mi porta a rileggere (e anche un po’ a riscrivere) il libro nel momento in cui, settimana dopo settimana, cerco di legare insieme i frammenti che ne estraggo per costruire un’altra storia, risalendo la corrente in senso contrario dalla scrittura all’oralità.
L’altro aspetto stimolante di questa iniziativa è la possibilità che la radio ti dà di narrare anche attraverso la musica. Avendo deciso di non usare come sottofondo brani di tango tradizionale (visto che sono oggetto del 90% del palinsesto giornaliero), per accompagnare il mio racconto a puntate, sto conducendo una ricerca musicale alla “periferia del tango” che mi ha permesso di scoprire delle vere e proprie perle in quella regione di confine in cui il tango sfuma a volte nel jazz, altre volte nel soul o nella musica folklorica di altre regioni.

“La bellezza in un abbraccio” va in onda tutti i giorni alle ore 16.00, con una nuova puntata ogni lunedì. Tutte le puntate possono essere ascoltate anche sul sito di Tango Pasion Radio nella sezione podcast o sul canale YouTube dell’emittente.
Qui sotto metto le prime quattro puntate già andate in onda, ringraziando chi avrà interesse ad ascoltarle e segnalando che eventuali commenti, domande o contributi (alla mia mail qui nei contatti o sui vari social) saranno ben accetti.

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1 pensiero su “La radio e un libro: storia di un incontro

  1. Piccole grandi perle di storia, di sofferenze ed emozioni vissute tanti anni fa.
    Mi sono accorto di quanto possano entrarti dentro, al pari della passione per il Tango ballato, quando mi capita di ripensare ad esse durante una turbinosa giornata di lavoro passata a correre. Arrivando nella mente esse mi portano a rallentare, fermare i pensieri ed ascoltare la melodia della storia e delle emozioni.
    Esattamente come quando scendo nella pista da ballo.

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